sabato, febbraio 18, 2006

Don Fernando

O: "La storia a cui pensai mentre mi parlavano di"

Don Fernando tagliava i capelli a tutti i ragazzini del quartiere. Ai più piccoli dava una biglia, se si comportavano bene. Quando nacque il suo secondo figlio stava lavorando. Gli dissero di correre dalla moglie e lui lasciò il suo cliente, mio padre, con un taglio asimmetrico: aveva tagliato solo metà dei capelli. Nacque una nuova moda.
Don Fernando arrivò trafelato all’ospedale, la cognata piangeva e tentò di abbracciarlo. Si liberò con forza della vecchia, non prestò orecchio a quello che tentava di dirgli il medico. Con la camicia a pois per via delle macchie di sudore lo tolse dalle braccia della madre. Vide che era un mongolito e non gli riuscì di accendere un sorriso.
La suocera e la moglie già lo volevano portare dalla madonna di San Telmo.
Sulla porta, accanto al cartello "chiuso", non apparve nessun fiocco. Una ragazzina, che aveva sbirciato oltre il vetro ornato dalla scritta bianca, disse che non aveva neppure riordinato le sue cose: il rasoio e il pettine erano lì dove li lasciava quando usciva a comprare sigarette e biglie.
La maga di Palermo viejo disse di nutrirlo con patate dolci e latte di mandorla, Dona Carla de San Juan pose sulla sua testa un amuleto di legno pittato. Una mattina Don Fernando prese il mongolito e lo llevò al negozio: lo sistemò, ancora dormiente, su una delle poltrone e andò a lavare rasoio e pettine. Quando vide che il figlio non portava ancora capelli si fece pazzo. Si disse poi che forse aveva pensato di tagliargli la gola, perché a quel tempo le lame dei barbieri erano abbastanza lunghe da permettere gli omicidi. Ma di sicuro si sa solo che non corse fuori dal negozio gridando, né si strappo i capelli: salutò suo figlio appena svegliatosi e prese il primo treno per San Martin. L’indovino di Caseros bruciò foglie di palma un minuto dopo la mezzanotte.
Un giorno, diciassette anni dopo, un cugino telefonò alla moglie e disse che Don Fernando sarebbe passato di lì a poco. Caso più unico che raro, la moglie lo perdonò, ma i tempi erano cambiati: i bambini erano cresciuti e non volevano più tagliarsi i capelli perché stavano giocando alla rivoluzione.
-Ma gli riuscì di tagliare i capelli a suo figlio?- chiesi allora a Carolina. Avrei potuto fare una qualunque altra domanda, ma pensavo di usare questa storia per un racconto e quello mi pareva il finale più adatto.
Ma Carolina mi disse che no, che si era confusa. Non era Don Fernando quello che s’era fatto pazzo, ma un cugino suo che adesso viveva due case più in là.
- Una storia di tanti anni fa - mi disse.

Domani c'e' Boca - San Lorenzo e io saro' allo stadio a tifare contro la squadra che porta il mio nome.
La media e' due libri acquistati al giorno.

3 commenti:

scapigliato ha detto...

Posso chiedere hi ha vinto poi? O.ò

Elena ha detto...

Di quei due libri acquistati al giorno moltiplicati per 40 giorni, quanti per me? Eh?

aidi ha detto...

leggo bene? a c q u i s t a t i ?