sabato, dicembre 03, 2005

Nuova identità (prestami i vestiti che io ti presto i miei)

Dalle mie parti, tra gli alcolici colli berici, i giovani identificano ancora tutto ciò che sta a sinistra di Berlusconi con la parola "comunisti".
Non si sa bene cosa sia un comunista: si pensa vagamente che debba avere la "erre" moscia e sia amico intimo di tutti gli stranieri, soprattutto extracomunitari, magari addirittura albanegri.
Questa aberrante semplificazione del mondo, di questi tempi, è pura manna dal cielo.
A Pavia il mondo appare in fiamme come un cassonetto della periferie francesi: la Cina che s'avvicina, anzi, ormai ci ha già sorpassato; Ccd e Ucd che cercano di porsi come uniche forze politiche "serie" del paese; I socialisti che rinascono; Cossutta che sconfessa l'esistenza del comunismo; l'Iran che fa quello che gli pare con i propri atomici progetti; Chavez e Maradona che sfilano contro Bush a Mar de la plata; ma soprattutto la Francia: un modello sociale che si sgretola sotto i colpi delle molotov.
Le dinamiche mondiali mi appaiono sempre di più come dominate da una grossa dose di schizofrenia: non sai mai quale parte del mondo o branca della società deciderà di impazzire oggi. In un quadro del genere è difficile fare distinzioni: cos'è di sinistra? Cos'è la sinistra? E' colpa delle politiche sociali tutta questa violenza?
E' davvero impossibile una trasformazione sociale? E' colpa della sinistra tutto ciò?

Il venerdì sera, però, torno tra le concerie e mi tranquillizzo. Il giorno seguente, al campo di calcetto, quando la palla uscirà e sarò solo io ad andare a chiedere gentilmente agli albanegri se me la ridanno e se magari voglion giocare con noi, troverò una risposta ai miei dubbi.
Per i miei amici, i comunisti sono semplicente io. Nessun risvolto mondiale può contrastare quest'assoluta verità.

(Fanculo questa libertà ansiogena. E' stata persa una battaglia sul piano cognitivo:
identifichiamo lo sviluppo dell'economia con la felicità, lo straniero come nemico, le tasse come un peso, l'islam come religione di guerra. Falsificazione, mistificazione, contraffazione.
Se vi dico: "fate di tutto, ma non pensate ad un elefante" la prima cosa che farete è pensare ad un elefante.)

Nascondere il reale, esibire il falso. (Luttazzi)

10 commenti:

aidi ha detto...

non solo dalle tue parti
(bau)

giacomo ha detto...

vada per giovedì, checca pompinara comunista.

Anonimo ha detto...

non odiatemi,su.
non ho nemmeno il tempo di respirare.mi fa male anche la pelle.
fio al 25 non sono reperibile.
poi si saprà.
ac

giacomo ha detto...

la stima va bene uguale, socio. peraltro tagliando a metà una busta porta-occhiali si possono fare un sacco di cose.
saluti.

fiò ha detto...

ti dirò di più: io non penso ad un elefante.
io penso a Dumbo.

(economia politica mi piace, o forse mi piacerebbe davvero se fosse un corso di 60 ore con qualcuno che sa spiegarla come si deve. mi piace linguistica, sì. la ragazza del tutorato mi ha praticamente salvato la vita.)

fiò ha detto...

guarda che hanno recensito i ritual disaster!! definendo la voce (che è di mio fratello) rabbiosa.........
vai a leggerla mi raccomando..

Ofelia ha detto...

Non sei venuto da me.

giacomo ha detto...

ho letto il commento e ho pensato che potremmo anche vederci per una birra (per te, un succo di mela per me), il 7 gennaio, a roncà (in provincia di verona ma vicino a vicenza), al pub jack the ripper, in occasione del concerto dei mojomatics insieme alla sorpresona dell'anno honey don't. così, tanto per discutere di quanto sono merda.

giacomo ha detto...

ci ho ripensato, forse verrà anche la ragazza con cui sto cercando di stabilire un contatto fisico-amoroso, e tu sei troppo bello. stai a casa tua.

chià ha detto...

ecco perchè ascolto gaber...bacini congelati