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lunedì, settembre 17, 2007

DEL PERDERE I TRENI

come hai fatto a perdere un altro treno?!
(Lucia)


Perdere i treni è un arte.
Qualcuno potrebbe pensare che in Italia sia più facile che altrove, ma non è così. Non basta arrivare tardi in stazione, il treno potrebbe essere in ritardo. Non basta uscire di casa solo cinque minuti prima, potrebbe sempre esserci un altro treno subito dopo.
Non è neppure sufficiente non portare gli occhiali (o meglio ancora: essere analfabeti) così da rendere la scelta del binario un'avvincente scommessa, i treni tendono a partire sempre da uno stesso binario e volenti o nolenti prima o poi si finisce per interiorizzarlo.
Per perdere i treni, e naturalmente sto parlando del modo giusto di perdere i treni, bisogna essere consci che esiste un mondo dietro al mondo. Un mondo dove non ci sono spazi vuoti tra una "cosa da fare" e l'altra, dove il tempo non si riempie e non è tuo nemico. Le ragazze stringono più forte le stringhe delle scarpe per dirti che sono emozionate. Lamentarsi è solo una promessa d'amicizia.
Quando il treno fischia trattenere un attimo il respiro prima della cascata inarrestabile di petti e volontà.
Ogni volta che perdiamo un treno quel mondo assomiglia un po' di più a un mondo vero. Perdere i treni è un gioco da giocare seriamente, come ogni gioco.

Stamattina è stata la volta di Sistema politico italiano. E' iniziata la trilogia finale.