mercoledì, marzo 12, 2008

Verso le Winx ed oltre (o della possibilità di una pacifica convivenza)



“Impossibile non riconoscerle” – recitava un articolo del Corriere della sera del 21 maggio 2005 – “Occhi da cerbiatta, ombelichi al vento, chiome fluenti o plasticamente raccolte in codini. Indossano pantaloni a vita bassa, top strizzati, mini mozzafiato(…)”. “Sarà, ma a me sembrano po’ zoccole”, rispondeva Gilioli, sul suo blog dell’Espresso in un post del 29 novembre 2007. E in effetti quella che avete appena letto potrebbe essere indifferentemente la descrizione edulcorata delle procaci ragazze straniere che affollano la statale per Vicenza o quella “esagerata” (da padri o madri spaventate dalle “giovani d’oggi”, per intenderci) delle ragazzine che girano per i ricchi centri di Arzignano o Valdagno.
Le Winx stanno facendo impazzire i genitori di mezzo mondo, assediati da cd delle Winx, mutande delle Winx, poster delle Winx, tappetini delle Winx, puzzle delle Winx, film delle Winx, libri delle Winx, fermacapelli delle Winx, quaderni delle Winx, fumetti delle Winx, cartoni animati in tv delle Winx, vestiti di carnevale delle Winx e Winx in persona, ovvero le bambole, senza tralasciare il lecca lecca delle Winx che, come si leggeva a febbraio su diversi siti, pare siano “ad alto rischio per i bambini”. Se le opinioni del bar si dividono, come al solito, tra “apocalittici” (le nostre povere bambine!) e “integrati” (da piccoli giocavamo a indiani e cow boy, ma mica siamo diventati dei pistoleri!) e su entrambi aleggia la falsa consolazione del “almeno sono un prodotto italiano”, la rete discute e si schiera, a partire dal “decano” Luca Sofri: “In un paese in cui il modello prevalente è Corona, le Winx sembrano innocue: in realtà sono solo il gradino precedente.”. La palla ha rimbalzato sulla (blogo)sfera, finchè Zoro, con ben tre post, ha risposto alle critiche con ironia: “date una carezza alle vostre Winx”, ha proposto, parlando della loro imbattibilità (“per mille ragioni, non ultima quella che sono fate”) e proponendole per la guida del Partito Democratico.
Per quanto mi riguarda, in un pomeriggio irrequieto ho sfidato il cielo obnubilato e sono andato da Bianca, che ha otto anni e una zazzera di capelli castani che le arrivano alle spalle. Per una strana scelta dei genitori, da quando è nata la televisione l’ha sempre vista solo a casa dei nonni. Il venefico apparecchio a schermo (ormai quasi esclusivamente) piatto e il messaggio proto-maschilista della pubblicità potranno forse aver contagiato migliaia, milioni di bambine. Ma non lei, mi ero detto. I portatori (in)sani di tettocrazia, senza un televisore da cui irradiarla, hanno le armi spuntate.
Sbagliato. Bianca conosce a menadito le Winx grazie al passaparola delle sue compagne di classe e anzi, mi costringe ad una sfida con il gioco di ruolo delle Winx, di cui, come recita la pubblicità: “Non ci si stanca mai (…), perché le protagoniste sono le Winx, le adorabili fatine, diventate dei veri e propri modelli per le ragazzine. Regalando o comprando nei negozi Winx un gioco così di certo non deluderete le vostre bimbe, e anche voi, che qualche volta potrete rinunciare ai vostri impegni e dedicare del vostro tempo a giocare con le vostre figlie. Entrerete così anche voi nel mondo fatato Winx e capirete la sua straordinarietà e il perché le bimbe ci vanno praticamente pazze.”. Possibile che dopo cinquant’anni di lotte l’unica vera risorsa di una donna rimanga il suo corpo? E l’obiettivo rimanga la conquista del maschio e le sue armi i vestiti alla moda?
- Il proliferare delle Winx è solo una delle conseguenze dello sgretolamento dei ruoli e del conseguente disorientamento, in primis dei bambini – mi dice qualcuno – il vero problema non sono gli stereotipi di genere, ma il loro sgretolamento: i genitori non sanno più cosa insegnare ai loro figli e pretendono che siano altri (la Scuola, lo Stato, la Tv) ad occuparsene.
Premesso che le storie sono “roba da bambine”, niente a che vedere con un qualsivoglia Shrek o Ratatouille, e che un qualsiasi adulto può al massimo concentrarsi su quanto siano longilinei i loro vitini a vespa, mi arrendo all’evidenza e, schiacciato dallo sgretolamento dei ruoli, rischio anche di perdere la partita contro Bianca. “Echantix!”, esclamo in un estremo tentativo di difesa. Ma a quel punto Bianca non c’è più, si era già stufata dieci minuti fa.
Tanti saluti fatati.

(Numero di volte in cui la parola “Winx” appare in questo articolo: 24.)

Pubblicato sul "Corriere Vicentino" dell' 8 marzo 2008.



Il padre di Bianca, in una mail di qualche giorno fa:

Ma devo comunicarti che Bianca, dopo una breve sterzata verso i gormiti, si dirige verso la collezione delle figurine di calcio (in comunione di beni con il fratello). L'unico significante è il fallo, gli altri sono succedanei, e temo che la strada verso una femminilità "consistente"
passi attraverso l'assunzione e l'abbandono di un modello maschile.
Insomma non esiste UN modello femminile, mentre esiste UN SOLO modello maschile rispetto al quale debbono collocarsi sia gli uomini che le donne.

sono appena stato a un seminario lacaniano quindi sto delirando

3 commenti:

Alvaro ha detto...

La cugina di mia morosa gioca con le Winx...sono delle zoccole da paura!...come cresceranno queste le bambine di oggi? La morale oramai non solo non si insegna più ma non si sa più neanche il significato.
Oggi il male vince sul bene.

Elisa.M ha detto...

Una perplessità... ma qualcuno ha mai visto le puntate di una serie qualunque fra le 4 delle winx?

Non dico che non si possano fare obiezioni sul "look" che è stato loro dato, dico solo che le bambine non le seguono per quello ma per le storie che esse raccontano... quando ero piccola io tutte le maghette dei cartoni indossavano minigonne vertiginose, magica emi e creamy si esibivano praticamente in body e c'era gigi la trottola che cercava di vedere le mutandine bianche delle sue coetanee ma non mi risulta che io o i miei conoscenti siamo cresciuti desiderando minigonne ascellari o come maniaci all'ultimo stadio.

Diamo un po' di credito alle bambine di oggi =)

Musa fairy of Music ha detto...

Eh ma quelli sono degli 80/90 quindi va tutto bene anche se ci sono 14 enni con seni non umani e minigonne