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giovedì, luglio 26, 2007

Come direbbe Calzavara: Marao’ri rua chicarìbo!

In un letto di un appartamento di una città che è poi Trento, in questo momento un ragazzo sta dormendo in accappatoio e con un secchio per vomitare a fianco del letto. Alvaro si è laureato e lo abbiamo degnamente festeggiato. Le solite cose: alcool, lettura del papiro (scritto in soli cinque giorni da due intrepidi eroi), alcool, violenze gratuite, mani legate, strani cocktail, urla, ancora alcool, declamazioni deliranti, vomito, doccia, collasso.
Credo sia stata una delle giornate più divertenti della mia vita. A parte il vomito sulle scarpe.


Stasera quattro scrittori del progetto Ubik su cinque erano qui. Li ho sentiti per voi al telefono e pare che sul palco ci fosse troppa luce, ma dopo essere stati sfiorati un attimo dal dubbio (che finalmente dio sia tornato a riprendersi suo figlio Andrea?) il riccio, il mascella, lo gnomo e il cattivo se la sono cavata bene. Dormiranno a casa del presidente del festival.

Dopodomani i suddetti ragassuoli saranno poi vicino Mantova:



ci andrei anche solo per sentire i Dots con in corpo, suppongo, una corposa dose di stupefacenti.
Stupefatevi con loro.

Io,invece, tra meno di tre ore parto per il Brasile. Dirlo spiega la mia assenza ai due prossimi Ubikeventi. Ripeterlo, invece, non serve a nulla. Ma è divertente. Tra meno di tre ore parto per il Brasile. Ripeterlo ancora risulterebbe antipatico. Ma chi se ne frega: tra meno di tre ore parto per il Brasile.


Propõe isso a teu vizinho,
Ao condutor do teu bonde,
A todas as criaturas
Que são inúteis e existem,
Propõe ao homem de óculos
E à mulher da trouxa de roupa.
Dize a todos: Meus irmãos,
Não quereis ser pornográficos?


Vaginas entrelinhas - Carlos Drummond de Andrade

(Proponilo al tuo vicino, all'autista dell' autobus, a tutte le creature che sono inutili ed esistono, proponilo all'uomo con gli occhiali e alla donna con la cesta di panni. Di' a tutti: fratelli, non volete essere pornografici?)

lunedì, luglio 16, 2007

Il fatto di essere uno scrittore non giustifica l'avere dei lacci disegnati sulle scarpe


Sabato sera eravamo lì. Eravamo là io, Giacomo, Elena e le mie bellissime scarpe con i lacci disegnati a raccontare alla gente qualcosa a proposito della patafisica e dello scrivere un libro, mentre Valentina e Pamela distribuivano libri e volantini come focacce mattutine e il sole e il sale ci decoravano la pelle.
Il fatto di essere uno scrittore non giustifica l'avere dei lacci disegnati sulle scarpe. E neppure il fare uno spettacolo improvvisato per più della metà, con una discreta quantità di alcool in corpo.
Ma è tremendamente divertente.

(tutto questo, tra l'altro, non giustifica neanche il sentire la mancanza di persone che non si conoscono)



giacomo: cercate di capire
siamo scrittori
facciamo il cazzo che ci pare
decidiamo sul momento cosa leggere e cosa no
decidiamo mentre leggiamo se continuare a leggere o no
prepararsi prima
è roba per gente che spreme il dentifricio dal fondo.
(cioé me)

lorenzo: non dico altro perché non vorrei risultare originale.