lunedì, maggio 09, 2005

Se vuoi annegarti, non torturarti con l'acqua bassa

Si era dunque il quel di Bologna, giovedì scorso, seduti, io e il buon Renato (uno degli uomini il cui nome e cognome è tra i più diffusi d'Italia) nell'aula 2 della facoltà di Scienze Politiche. Uno svogliato professore di diritto (un diritto qualsiasi, fate voi) era in procinto di spiegarci in cosa consistesse il corso di laurea specialistica in "Relazioni Internazionali" quando, poco all'improvviso a dire il vero, l'aula è stata invasa da una scordinata marea di studenti in protesta. Alcuni di loro si sono infilati tra le sedie, simili a piccoli riflussi tra il pietrisco, ma il grosso è rimasto compatto a fianco della cattedra. L'impacciatezza e relativa lentezza dell'azione tradiva le reali intenzioni degli studenti, dotati di idee quanto mai coordinate, poi epresse in maniera risoluta.
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Mi (e scusate l'intromissione del piano personale)è stato allora svelato che la facoltà di Scienze politiche, a Bologna, offre un buon numero di lauree triennali di ottimo livello, le quali però non hanno grossi sbocchi nelle lauree specialistiche. Per i corsi in "Sistemi politici europei", "Culture e diritti umani" e "Relazioni Internazionali", ad esempio, esiste un unico sbocco: la laurea specialistica in Relazioni Internazionali. Nel volantino è presentata come lo "sbocco naturale" di tutti e tre i corsi, mentre è abbastanza chiaro che se uno vuole specializzarsi in Relazioni Internazionali non comincerà studiando Culture e diritti umani. Quel che è peggio è che circa 600 studenti si ritrovano a dover concorrere per una specialistica da soli 100 posti non necessariamente riempibili (o passi il test d'ingresso, o nada). Quindi 100, o meno, fortunati pronti a pagare a tasse altissime per una specializzazione che si spera serva a qualcosa, e tutti gli altri a spasso. E se pensate che una laurea triennale in Scienze Politiche faccia diventare qualcosa di più che un commesso McDonald's vi sbagliate di grosso.
E questo è quanto. Nel cortile della facoltà, poi, gli stessi studenti avevano organizzato la presentazione di un sedicente corso di laurea in "Criminalità Organizzata" presentato da due simpatici picciotti.

E questo fu il mio giovedì.
La mia parte razionale, ovviamente, sconsiglia caldamente di ripresentarsi a Bologna, il prossimo ottobre, ma quella più vicina al cuore e all'adrenalina mi ricorda che solo nella città felsinea si può trovare quella voglia di partecipazione, quell'atmosfera da "voglio farmi sentire" a cui tanto anelo. Certo, si può tentare di farsi sentire ovunque, ma Bologna sembra pervasa da una scossa di energia che l'attraversa da parte a parte senza risparmi.

Per il resto, le solite cose, ho finalmente completato
la mia tesina sull'IPv6 e presto dovrò esporla alla commissione. Hanno tentato per l'ennesima volta di chiudere Indymedia (tanto per dire:le foto vengono da lì): nulla di nuovo, sto meditando di diventarne un membro e smetterla di fare l'ammiratore esterno. Ma in effetti è già difficile aggiornare sto blog.
Cos'altro aggiungere a questa domenica prolungata?(sono le due di notte, e poi ci si chiede come mai il lunedì abbia così sonno..)
Auguri a mammeme e mammete.
Complimenti a Macchianera, che non linko perchè il suo blog avrà già ricevuto abbastanza visite (ma sì,
bando all'invidia ).
Speriamo che Pavia, per contrastare il fascino bolognese, questa settimana mi regali qualcosa di speciale.

Un'ultima cosa: per piacere, leggetevi quest'articolo, ringraziate il Grillo e pensate a cosa fare, perchè a me non cadono solo le braccia, ma pure le spalle.

L'intelligenza corre (il più lontano possibile da Flavia Vento).


(Ah, se qualcuno si sta chiedendo da dove esce la mia tesina sull'IPv6 vada a controllarsi cosa si sono inventati tre ragazzotti del MIT, e già che ci siete: spiegatemi che cazzo è l'IPv6!")

6 commenti:

china ha detto...

Bello il fatto di voler essere in un posto dove c'è energia che attraversa la città senza risparmi. L'unica cosa che non mi convince è che andare lì sarebbe troppo semplice, una fuga a ciò che non ti piace..peccato che tu sia lì adesso. Così il mondo non si cambia. La sfida vera della vita secondo me è riuscire a fare dove si è. Hai scelto di stare a Pavia, anche se pensi che sia un caso (per me NON è così), devi muoverti per quanto ti è possibile lì, dà più soddisfazione cercare di fare qualcosa dove non c'è tanta "vita" che confondersi in una massa in cui un singolo perde inevitabilmente il suo valore umano...
ricorda "volli fortissimamente volli" attivati!!! Vedrai che anche Pavia può regalarti qualcosa di buono.

Ofelia ha detto...

Mangiatore di bambini.

Rigel ha detto...

ps.manifestazieno del genere ci sono state anche a Pavia.

sfumature ha detto...

e io che volgio entrare in una accademia di incisioni dove ti chiedono di rappresentare con un segno e non con un disegno il concetto di chiuso e aperto o di veloce e lento o di armonico e disarmonico e altre stregonerie del genere?dici tu la cosa è diversa...bè intanto mi consumo già nel dolore del mio "nn passare"...oddio inizio a far ragionamenti da universitaria ma ancora del tutto liceali...vabbè lorè poi tu mi spieghi cos'è sto ipv6 e io ti parlo della mia tesina di maturità...

fobia ha detto...

ah....mi piace come mi hai definito a sinistra--->...comunque prima o poi la vinco la paura.prendo un treno di notte..prima o poi mi faccio un giro sulle montagne russe e passo un tunnel senza chiudere forte gli occhi...ma non c'è fretta

ac ha detto...

cioa lorie ^^
grazie di tutto
salutami giuda eh
ac